Itinerari in Umbria

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BEVAGNA

Città della Valle Umbra, in Provincia di Perugia, con circa 5.000 abitanti, dista dal capoluogo 35 km e 148 da Roma.
Decentrata rispetto alla odierna Via Flaminia, è collegata ai vicini centri di Foligno e Todi dalla statale omonima; scegliendo percorsi alternativi di notevole interesse si può giungere a Spoleto passando per Montefalco o a Perugia attraversando il territorio di Bettona.
La cinta muraria, ricca di torri e bastioni, è interrotta da porte medievali o da aperture più recenti che permettono l'ingresso al centro storico.

Cenni Storici

Le prime notizie storiche su Bevagna coincidono con la conquista romana dell'Umbria, anche se esistono tracce di insediamenti umani fin dall'età del ferro e significativi rinvenimenti archeologici confermano la presenza degli Umbri nel territorio bevanate.

Municipio romano (90 a. C.), ascritto alla tribù Aemilia, è al centro della grande viabilità impostata dai romani con la via Flaminia (220 a. C) che, insieme ai trasporti fluviali, facilita gli scambi commerciali determinando la floridezza di Mevania che dura fino al III secolo d. C., quando acquista maggiore importanza il tratto della Flaminia passante per Terni e Spoleto.
La diffusione del Cristianesimo è causa di numerosi martiri tra cui San Vincenzo, primo vescovo e patrono del paese.
Bevagna fece quindi parte del Ducato di Spoleto e, successivamente (774), dello Stato della Chiesa, anche se continua a dipendere dall'Impero.
Dopo il Mille è costituita in libero Comune retto da Consoli, vive vicende alterne nella soggezione alla Chiesa e all'Impero ma resta sostanzialmente fedele alla prima fino all'avvento dell'Unità d'Italia.
Un ruolo importante per la storia della città e del suo ambito territoriale, è rappresentato, come per gli altri comuni della Valle Umbra, dagli sforzi e dalle lotte per la bonifica delle aree paludose e per la regolamentazione dei numerosi corsi d’acqua. Avviata nel 1456, la bonifica della pianura bevanate raggiunge concreti risultati nella seconda metà del ‘500.
E’ con il ‘700 e, soprattutto nel corso dell’800, che il sistema idraulico di questa area si avvia ad un assetto definitivo.

Panorama
Al suo interno, nonostante interventi successivi, l'aspetto predominante è quello di una città medievale, dove è ancora viva la tradizione artigiana con le sue botteghe che si aprono sulle caratteristiche viuzze, i suoi monumenti e soprattutto la splendida piazza, che concentra in sé i principali monumenti religiosi e il Palazzo dei Consoli orientati in modo asimmetrico tra loro.
Fregi e colonne romane rendono più pregevole la città che custodisce al suo interno i resti dei più importanti monumenti risalenti al I e II secolo d. C..
L'abitato dell'antica Mevania coincide quasi per intero con la città medievale e moderna, come testimoniano i tratti di cinta muraria romana che affiorano sotto quella medievale, la disposizione a reticolo romano delle vie che si affacciano su corso Amendola e l'andamento semicircolare che assume la zona dove un tempo sorgeva il teatro romano. In epoca più recente lo sviluppo urbanistico si è esteso fuori le mura, dove un tempo era ubicata parte della città romana, come testimoniano importanti rinvenimenti databili alcuni secoli prima di Cristo.
La conformazione morfologica del territorio comunale (56 kmq), che comprende le frazioni di Cantalupo, Castelbuono, Gaglioli, Limigiano, Torre del Colle, è prevalentemente pianeggiante e presenta a Sud - Ovest i più importanti rilievi (Monte delle Civitelle 713 m. s.l.m.). Il fiume Topino, che in passato azionava i mulini nei pressi di Bevagna ( situato a 225 m. s.l.m.) segna ora il confine con Spello; al suo posto scorre il Clitunno che presso la città si riunisce al Teverone prendendo il nome di Timia. Questi, dopo aver attraversato la fertile pianura bevanate, confluisce nel Topino nei pressi di Cannara.
Un reticolo di alvei, fossi e canali, collegato ai principali corsi fluviali, completa una idro - morfologia protesa verso la confluenza, mediante il Chiascio, nel Tevere.
Quello che oggi appare un bacino ben regolato è l’esito di uno sforzo plurisecolare i cui segni sono costituiti dalle innumerevoli opere idrauliche ancora presenti nelle campagne.
Geologicamente interessante è il lago Aiso, posto tra i due fiumi, che rappresenta un fenomeno carsico simile alle Fonti del Clitunno.
Le sue acque profonde e freschissime, che scaturiscono dalle viscere della terra, hanno da sempre alimentato la fantasia popolare.


La curiosità.
L'Aiso o Abisso è un laghetto, le cui sorgenti scaturiscono dalle viscere della terra, posto nella pianura bevanate, tra il corso del Timia e il Topino verso il quale defluisce l'emissario.
La leggenda narra che “sul luogo dove ora è il lago era la casa di un ricco contadino di nome Chiarò, assai ingrato verso Dio e poco propenso alla carità cristiana.
La moglie invece era donna pia e caritatevole che, contro la volontà del marito e in sua assenza, elargiva elemosine ai bisognosi. Il giorno di S. Anna Chiarò volle, contro ogni devota consuetudine, battere il grano raccolto sull'aia, nonostante le suppliche della moglie.
Ecco allora giungere la voce di un Angelo avvertire la pia donna: "prendi con te quello che hai di più caro e fuggi, poiché la tua casa fra qualche momento si sprofonderà. Immediatamente la pia madre, piena d'orrore, preso in braccio un piccolo bambino a cui dava ancora il latte e un altro che aveva per mano, si diede alla fuga.
Come si fu mossa, la casa era di già inabissata e sommersa nel gorgo con quanti si trovavano dentro.
Ma nella fuga la spaventata donna si accorse che, dietro la traccia segnata in terra dalla fascia disviluppatasi dal corpicciolo del bambino recatosi al seno, un rivo dell'acqua che aveva sommersa la casa, la inseguiva minacciando di affogare anco lei.
Le venne però in soccorso la nota voce dell'Angelo, che le comandò di posare il bambino attaccato al seno, come quello che crescendo sarebbe venuto del medesimo stampo del crudel padre; il che fatto e continuando a fuggire, si salvò.
E dove questo de' figlioli era stato lasciato, la terra, apertasi per inghiottirlo, formò l'Aisillo. Ogni anno, il giorno di S. Anna, chi vada a visitare l'Aiso, vede a traverso l'acqua punitrice le travi della casa sommersa con gli arredi della cucina dove era stata l'irriverente gozzoviglia, e ode la trista voce di Chiarò guidante le cavalle. ( Cit.Portale Comune di Bevagna)

 

ASSISI - SANTA MARIA DEGLI ANGELI

Assisi è una delle città più visitate dell'Umbria, rappresenta la città del patrono d'Italia e fondatore dell'ordine mendicante, e Santa Chiara, fondatrice dell'ordine delle Clarisse, essi rendono Assisi il principale polo religioso dell'Umbria.
La Basilica di San Francesco e la Chiesa di Santa Chiara sono le principali mete turistiche, ma non sono le uniche, inifatti Assisi è ricca di molti luoghi sacri e storici come l'Eremo delle Carceri, la Chiesa di San Damiano, il Sacro Tugurio e la Porziulcola, il Tempio di Minerva, la Rocca Maggiore, e molto altro.

 

SPELLO - SPOLETO - CASCIA - NORCIA 

Spello:
La città di Spello cinta dalle antiche Mura Romane, ha tre ingressi importanti, le tre porte: la Porta Urbica, la Porta Consolare, la Porta Venere (Torri di Properzio). Tra le più belle attrazioni di Spello troviamo sicuramente la Chiesa di Santa Maria Maggiore con i famosi affreschi del Pinturicchio, la Casa romana, la Chiesa di S. Andrea, ed infine la Chiesa di S. Lorenzo.
L'evento più famoso è sicuramente "l'Infiorata di Spello", una manifestazione che si svolge ogni anno nella cittadina umbra in occasione della festività del Corpus Domini (nona domenica dopo la Pasqua).

Spoleto:
Antica capitale di duchi longobardi Spoleto vi lascerà senza fiato grazie alla ricchezza del patrimonio storico-artistico cittadino. Tra le meraviglie della città di Spoleto troviamo il Duomo, Palazzo Arroni e la Chiesa di Santa Maria della Manna d'Oro, il Teatro Romano, l'Arco di Druso, la Basilica paleocristiana di San Salvatore, la Cappella Eroli, la Cappella delle Reliquie, la maestosa Rocca Albornoziana che domina la città.

Cascia:
Cascia è una piccola cittadina famosa per la La Basilica di Santa Rita da Cascia (polo di pellegrinaggio cristiano), inoltre si puà visitare la chiesa di San Francesco (in stile gotico), la chiesa di Sant'Antonio Abate, il Tempio romano di Villa San Silvestro.

Norcia:
Norcia è un piccolo comune di circa 5000 abitanti. A Norcia, come in tutte le cittadine umbre, si possono ammirare le Chiese e gli edifici storici lasciate dai Romani.Inoltre la zona è famosa per Castelluccio di Norcia, un piccolo borgo nel cuore dei Monti Sibillini. La Piana di Castelluccio è famosa per le attività sportive come trekking, equitazione, rafting, mountain bike etc. Inoltre offre la spledita e famosa Fioritura della Piana, spettacolo naturale che ogni anno attira centinaia di turisti da tutto il mondo.

TODI - ORVIETO - CASCATE DELLE MARMORE - DERUTA

Orvieto:
Orvieto, una delle città più antiche di Italia. La città di orvieto è famosa per il suo splendido Duomo, un variopinto esempio di architettura romanico-gotica, ricchissimo di opere d'arte (facciata è decorata da una grande serie di bassorilievi e sculture realizzati dall'architetto senese Lorenzo Maitani). Inoltre non è possibile andare a Orvieto e non visitare la Città Sotterranea, ricca di pozzi e grotte, come il Pozzo della Cava, Grotte di Adriano, le Necropoli del Crocifisso del Tufo e di Cannicella ed il più famoso, il Pozzo di San Patrizio, accanto alla Fortezza dell'Albornoz.
Todi:
La Piazza del Popolo è la storica piazza cittadina, una delle più importanti e interessanti piazze del Medioevo in Italia, vera testimonianza dell'epoca dei Liberi Comuni. Attorno alla Piazza troviamo molti monumenti importanti della città di Todi: il Duomo dell'Annunziata, il Palazzo Vescovile, il Palazzo dei priori e molto altro ancora. Todi attira anche molto turismo religioso grazie alla famosa Chiesa di San Fortunato (edificio gotico duecentesco con cripta) ed il tempio di Santa Maria della Consolazione.

Cascate delle Marmore:
Oltre alle attrazioni religiose l'umbria offre anche grandi attrazioni naturalistiche come l’area delle Cascata delle Marmore dove i turisti hanno la possibilità di visitare un’ampio Parco naturale. Per info marmorefalls.it

Deruta:
La città di Deruta, è una piccola cittadina Umbra famosa in tutto il mondo per la sua nota produzione delle ceramiche artistiche.

 

PERUGIA
E' il capoluogo di provincia, meta alla quale non si può rinunciare in occasione della vostra visita in Umbria. La città è un gioiello che ancora oggi racchiude tratti di vita medioevale; il centro storico può essere considerato un vero e proprio museo a cielo aperto, tanti sono i momunenti da visitare.
Da non perdere: la fontana maggiore, la Cattedrale di S. Lorenzo, la Galleria Nazionale dell'Umbria, la Rocca Paolina, l' Oratorio si S. Bernardino.